GUIDA IN STATO DI EBBREZZA

AVV. EDOARDO MASTICE

L’omicidio stradale è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la legge n. 41 del 2016, per contrastare in modo più severo la piaga delle morti sulla strada causate da comportamenti imprudenti o illeciti alla guida. Questo reato si configura quando una persona, alla guida di un veicolo, provoca il ferimento o la morte di un altro soggetto per condotte caratterizzate da violazioni gravi, come l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti. Le pene sono molto severe e possono arrivare fino a 18 anni di reclusione nei casi più gravi. Oltre alla condanna penale, il responsabile va incontro alla revoca della patente e all’obbligo di risarcire i danni morali e materiali alle vittime e ai loro familiari. A ciò si aggiungono spesso procedimenti civili paralleli per ottenere il giusto ristoro delle perdite subite.

Con la riforma del Codice della Strada, le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza sono state inasprite, soprattutto per i recidivi e per chi causa incidenti. Oggi è previsto il ritiro immediato della patente e, nei casi più gravi, l’obbligo di installazione dell’alcolock, un dispositivo che impedisce l’accensione del veicolo in presenza di alcol nel respiro del conducente. Le pene penali restano severe per chi supera gli 0,8 g/l di alcolemia, e diventano aggravate se l’incidente coinvolge feriti o vittime. L’assistenza legale tempestiva è fondamentale per verificare la regolarità degli accertamenti e tutelarsi da sanzioni sproporzionate.

Si osservi che i conducenti con un’età inferiore a 21 anni o conducenti professionali, non possono guidare dopo aver assunto alcol anche in modica quantità. Per alcune categorie (conducenti di autobus, autosnodati etc.) se il tasso alcolemico rilevato è al di sopra del valore di 1,5 g/l scatta la revoca della patente.